CASSIN – CIMONE DELLA BAGOZZA      

sabato 17 novembre ’12


E allora il Caianesimo apparve a Fabio il puro sotto forma di un chiodo e una staffa fluttuanti nell’aria. Fabio il puro guardò ed ecco il chiodo e la staffa fluttuavano senza cadere. Fabio il puro disse: “Ora voglio andare da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il chiodo e la staffa non precipitano!”. Il Caianesimo vide che egli si era mosso per andare a vedere. Allora il Caianesimo lo chiamò di mezzo al chiodo e alla staffa: “Fabio! Fabio!”. Ed egli rispose: “Eccomi”. Il Caianesimo disse: “Non ti avvicinare qua; indossa i sacri paramenti, la felpa di terinda e i Vertigo, perchè gli strumenti che tu vedi sono oggetti sacri”. Poi aggiunse: “Io sono la Motivazione di Cassin, lo Sprone di Bonatti, il Fine di Messner”. Fabio il puro allora si nascose la faccia, perchè aveva paura di guardare il Caianesimo. Il Caianesimo disse: “Ho visto l’afflizione dei caiani e ho udito il grido che gli strappa il Falesismo; infatti conosco i suoi affanni. Sono sceso per liberarlo dalla mano degli spit e per farlo salire su una vetta marcia e caiana, dove si trovano chiodi e ciuffi d’erba da tirare. Or dunque va’; io ti mando dai caiani perchè tu li faccia redimere”. Fabio il puro disse al Caianesimo: “Chi sono io per andare dai caiani e salvarli dalla morsa del Falesismo?” E il Caianesimo disse: “Scrivi la mail, perchè io sarò con te. Questo sarà il segno che sono io che ti ho mandato; quando sarete partiti, troverete roccia marcia, erba e tirerete decine di chiodi”. Così Fabio il puro rispose alla mail settimanale proponendo la Cassin al Cimone della Bagozza. Ma ecco Colo non diede segni di vita e Cece, reso cieco dal Falesismo, disse che avrebbe fatto una via con Silvia. Allora l’ira di Fabio il puro si infiammò perchè il Falesismo aveva oramai reso ciechi i caiani alle virtù del Caianesimo. Poi Fabio il puro disse: “Consacratevi ora al Caianesimo, ciascuno a prezzo di ogni spit e via sportiva e il Caianesimo vi conceda oggi di tirare chiodi e erba”. Quindi, rivolgendosi al Caianesimo: “Ahimè, questi caiani hanno commesso grandi peccati e si sono piegati alla religione dello spit; nondimeno, perdona ora i loro peccati”. Il Caianesimo rispose a Fabio il puro: “Ora và, conduci il caiano prodigo dove ti ho detto. Ecco, i chiodi e la roccia marcia saranno davanti a te; ma verrò e vi punirò per il vostro peccato”.

Così disse e così fece. I caiani (Fabio il puro e il sottoscritto) guidarono lungamente verso la lontana meta ma ad un tratto una sbarra impedì la prosecuzione del viaggio. Allora il caiano impuro protestò contro Fabio il puro e disse: “Perchè mi hai portato lontano dalle falesie per farmi camminare più lungamente?”. Fabio il puro gridò al Caianesimo dicendo: “Che cosa devo fare per questo caiano? Ancora un po’ e mi obbligherà a scalare su roccia compatta, al caldo e su spit!”. Allora il Caianesimo rivelò il cartello che indicava solo 45 minuti al rifugio Bagozza. Questa era la punizione perchè l’impuro aveva peccato seguendo il verbo del Falesismo.

Di buona lena i due salirono la strada asfaltata mentre il Caianesimo lasciava evidenti segni del percorso più rapido e così i due raggiunsero in fretta il rifugio. Intanto tra gli alberi svettava un imponente spigolo e i caiani lo guardavano stupefatti e abbagliati da quella linea superba dicendosi che prima o poi avrebbero salito quella vetta pur sapendo che la Fisarmonica era ancora lì ad aspettarli. Solo più tardi avvicinandosi sempre più al Cimone della Bagozza i caiani si accorsero che quella era la loro meta, questo perchè il Caianesimo aveva detto loro: “Io mando il chiodo e la staffa davanti a voi per proteggervi lungo la via e per introdurvi nel luogo che ho preparato. Davanti a loro comportatevi con cautela e ubbidite alla loro voce. Non ribellatevi a loro, perchè non perdoneranno le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in loro. Ma se ubbidite fedelmente alla loro voce e farete tutto quello che vi dirò, io sarò il nemico dei vostri nemici (lo spit), l’avversario dei vostri avversari (gli FF). Non farete quello che essi fanno (scalare in libera); anzi tirerete chiodi, stafferete e spezzerete ogni spit”. Così i caiani partirono alla volta dello spigolo; dalla base dello spigolo iniziarono a salire perchè il canale d’accesso alla Bramani (dalla quale pensavano di raggiungere la Cassin) era intasato di neve dura e loro non avevano ramponi. Così l’impuro completò la prima lunghezza e vide che il Cainesimo aveva mantenuto le promesse, anche se la roccia, pur non essendo certo tipo Wenden, non era poi così marcia. Ma il Caianesimo non si limitò a quella sola piaga perchè i caiani dovevano essere puniti per la loro infedeltà e resi puri per la salita. Così il Caianesimo mandò un dolore pungente alle loro mani per il freddo della roccia; ma lo mandò solo una volta a Fabio il puro perchè egli non si era piegato alla religione dello spit mentre lo mandò due volte all’altro caiano che aveva tradito il Caianesimo. Poi Fabio il puro passò in testa sulla lunghezza seguente e subito fece cosa gradita al Caianesimo tirando il primo chiodo della via; e lo stesso fece anche l’altro caiano. Al termine del terzo tiro, l’impuro volle dare un occhio alla relazione ma questa era stata persa chi sa dove. Così i due erano spersi sulla parete e subito l’impuro fu preso da una fitta al cuore e da una sensazione di smarrimento. Poi Fabio il puro arrivò e fu immediatamente informato della situazione. Ma egli reso puro dalla fede nel Caianesimo, non fece una piega e semplicemente disse: “Saliremo là dove il Caianesimo ci indicherà la via secondo quanto lui ci ha detto: cerca il facile nel difficile”. Così i caiani proseguirono la scalata restando sempre all’ombra ma non soffrendo più il tormento alle mani. Arrivarono quindi sotto un tetto e qui il Caianesimo mandò l’ultima piaga per punire la testardaggine dell’impuro che cercava di scalare in libera il più possibile. Il Caianesimo gli annebbiò la memoria e fece comparire una fila di chiodi. L’impuro quindi prese a salire verso sinistra affidandosi al proprio ricordo che però era stato offuscato. Ma solo dopo grosse sofferenze il caiano riuscì comunque a raggiungere la sosta da cui poi Fabio il puro condusse la cordata verso l’ultima cengia, alla base di una parete compatta. I caiani si sentirono persi e qui Fabio il puro ebbe un attimo di titubanza verso il Caianesimo perchè la strada verso l’alto sembrava sbarrata. Così Fabio il puro disse: “Caianesimo, Caianesimo, perchè ci hai abbandonato? Eppure sia fatta la tua volontà!”. Ma il Caianesimo non aveva abbandonato i suoi figli e così tolse la nebbia dagli occhi dell’impuro. L’impuro quindi vide la facile cengia che portava verso destra e iniziò a seguirla fino a raggiungere la sosta alla base di una fessura che sembrava permettere una via di salita. Fabio il puro allora si rammentò di una foto e sciolse ogni dubbio affermando che la via saliva da lì. Allora l’impuro riprese a scalare fino ad una nicchia alla base di un diedro da cui saliva quella che doveva essere l’ultima lunghezza. Così Fabio il puro disse: “Ti prego, Caianesimo, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, venga il Caianesimo in mezzo a noi; perdona la nostra iniquità, il nostro peccato e prendici come tua eredità”. Il Caianesimo rispose. “Ecco, io faccio un patto: farò davanti a tutti i caiani meraviglie, quali non sono mai state fatte su tutte le montagne né su alcuna vetta; tutti i caiani vedranno l’opera del Caianesimo. Ecco io scaccerò davanti a voi tutti gli FF e gli FFPlasticariMilanesi; guardatevi dal fare alleanza con i succubi del Falesismo ma demolite i loro spit, frantumate le loro catene delle soste, abbattete le rocce su cui scalano perchè voi scalerete solo sul marcio e sull’erba!”. Detto questo la nube del Caianesimo si dissolse e Fabio il puro partì alla volta dell’ultima lunghezza. Ma il Caianesimo mise ancora alla prova i due perchè poco prima avevano titubato della sua potenza; così i caiani dovettero affrontare un ultimo tratto complesso prima di raggiungere l’agognata e promessa vetta. Quindi lassù i caiani poterono finalmente innalzare il loro cantico al Caianesimo: “Noi canteremo al Caianesimo, perchè è sommamente glorioso; ha precipitato nell’abisso spit e resinati; ha schiacciato i suoi nemici. Il Caianesimo è la nostra forza; egli è stata la nostra salvezza. Con la grandezza della sua maestà, egli ci permette di salire ogni vetta tirando ogni chiodo e ogni filo d’erba mentre scaliamo su roccia marcia tra terra e detriti. Il Caianesimo regnerà per sempre, in eterno!”. E il Caianesimo dopo aver concesso freddo nelle giuste proporzioni, donò ai caiani una discesa su neve solo a tratti dura ma, fortunatamente, in parte gradinata dagli scarponi di altri a lui fedeli. Così i caiani, alla luce delle frontali per meglio rendere grazia al Caianesimo, ritornarono all’auto mentre la pelle del loro viso era tutta raggiante perchè avevano onorato il Caianesimo.


Cavallo Goloso


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