SASSO BIANCO E SASSO CANALE – SPONDA OCCIDENTALE DEL LAGO      

giovedì 14 agosto '14


Inizialmente l'idea era ben più ambiziosa ma la pianificazione, come oramai dovrei ben sapere, va a ramengo e quindi puntiamo ad una meta di ripiego in cima al lago. Solo la partenza rimane antidiluviana ma, d'altra parte, devo essere di ritorno nel primo pomeriggio e quindi è giocoforza alzarmi quando fuori è ancora buio. Visto quindi l'orario e la giornata successiva alle abbondanti piogge, ci si potrebbe dedicare alla ricerca di funghi, attività che però preferisco affrontare stando alle prese con polenta e spezzatino; ma a volte il destino può pensarla diversamente. Va bene infatti non amare l'attività di ricerca però quando un bel gambo con annessa cappella a un metro di distanza si diverte a fare lo sgambetto, è gioco forza abbassarsi a terra e riporre il profumato porcino in un sacchetto! Continuiamo comunque la nostra passeggiata tenendo costantemente d'occhio il bosco che attraversiamo finchè altri tre simili si gongolano della loro perfezione proprio su un lato della mulattiera. A quel punto la tentazione è troppo forte, la soddisfazione è una carica che non può essere ignorata e, per un momento, siamo tentati di lasciare perdere la vetta e procurarci il necessario per un gustoso risotto. Svicoliamo così un attimo dentro la foresta ma, alla fine, manteniamo la parola data e ci avviamo comunque verso il nostro primario obiettivo. La divagazione ci fa comunque perdere del tempo prezioso che cerchiamo quindi di recuperare spingendo sui polpacci anche se ho la sensazione di non essere particolarmente in forma. Usciamo dal bosco abbandonando il percorso che avevo fatto con Micol e imbocchiamo il sentiero che, ben presto, ci porta tra le braccia di Eolo. Lungo la cresta siamo infatti accompagnati da raffiche di vento discontinue che intorpidiscono le membra già inusualmente provate per il periodo. Guadagniamo rapidamente la sella alla base del Sasso Bianco dove restano i relitti di un ripetitore: l'anticima del Sasso Canale è ad un tiro di schioppo e quindi nel giro di pochi minuti la troviamo sotto i nostri piedi. A quel punto ho nuovamente la pigra idea di tornarmene indietro lasciando perdere la vetta principale ma scaccio subito il pensiero costatando che sarebbe una soluzione poco lungimirante. Seguiamo quindi la breve cresta che ci propone alcuni passaggi delicati, antipasto del breve tratto di II che ci condurrà in vetta, per poi tornare sulla traccia e da qui salire fin sotto il punto più alto. Alzo lo sguardo e non riesco a capire dove possa essere il breve tratto d'arrampicata citato nella relazione; salgo quindi lungo l'ultima breve crestina che mi porta facilmente e velocemente in vetta al Sasso: se questo è II, allora la Segantini come minimo è VI! Ci lasciamo accarezzare dal vento ancora per pochi minuti e poi iniziamo la discesa: d'altra parte abbiamo un appuntamento con altri porcini che ci attendono ancora nel bosco facendoci così raggiungere i 1100 grammi finali!


Cavallo Goloso


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