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MONTI DI NAVA DA TREMEZZO – SPONDA OCCIDENTALE DEL LARIO

sabato 16 maggio ‘26


Quando si va con “gente di un certo livello” organizzare una gita mi mette ancora più pressione: il percorso andrà bene? Non sarà troppo banale? E poi ci sono le esigenze della Laura: divieto praticamente assoluto di andare in Svizzera (appena provo a proporgliela, mi fulmina con lo sguardo incenerendo ogni minima possibilità) anzi, molto meglio se stiamo nelle nostre zone e su un percorso piacevole alla vista. Senza poi escludere la mia spinta a privilegiare posti sconosciuti: insomma, se metto insieme i vari tasselli, ci sono i presupposti per una seduta dallo psicanalista! Eppure, sfogliando la guida, trovo due percorsi che paiono più o meno soddisfare le esigenze del gruppo: escludo la prima in zona Pigra perchè la “gente di un certo livello” dice di esserci già stata e così dirigo l’auto verso Tremezzo. Primo problema: trovare parcheggio. Possibilmente e preferibilmente gratis. E siccome la fortuna aiuta gli audaci, riusciamo a scovarlo quasi al primo tentativo ma, di contro, ci tocca individuare il percorso migliore per raggiungere la partenza del sentiero. E la Laura alza il sopracciglio: sarà forse perchè alcuni precedenti su percorsi sbagliati non giocano a mio favore? Prendo la guida, guardo lo schizzo e poi inizio a leggere: “dall’imbarcadero prendere la via vattelapesca e raggiungere la strada asfaltata...”: bene, tutto chiaro. Ma a occhio di falco / “gente di un certo livello” non sfugge il particolare volutamente omesso “la ripida via vattelapesca” e inizia a pungolare sulla prospettiva che probabilmente dovremo sputare sangue informazione che avrei volutamente omesso onde evitare una sommossa popolare. D’altra parte lo psicanalista mi aveva messo in guardia: evita troppi particolari che possano giocare a tuo sfavore e gioca la carta dello gnorri così forse potrai salvare il tuo equilibrio mentale. Peccato appunto che in questo caso la carta me la sia giocata male non nascondendola a dovere! Potrei puntare sul fatto che confido nella preparazione atletica dei partecipanti ma preferisco non rimpolpare lo sfottò e vedere quanto effettivamente sia impegnativa questa salita. Quando poi arriviamo all’ultima frazione di Tremezzo, terminata la fatidica rampa che si rivela un quasi nonnulla per “gente di un certo livello” e superiamo un gruppo intento a terminare gli ultimi preparativi prima di lasciare l’auto, parte lo scatto della Laura. - È che non mi va di rimanere imbottigliata - è la sua giustificazione più che condivisibile, solo, se avessi saputo che volevamo andare a correre, avrei evitato di portare lo zaino! Poi, quando oramai siamo ai Monti di Nava, giro di boa del nostro percorso ad anello, la “gente di un certo livello” salta fuori che forse da queste parti ci è già stata anche se facendo il percorso in senso opposto: d’altra parte è meglio capire tardi che mai dove ci si trovi nel Mondo! A quel punto le due donzelle iniziano a tirarsi pacche sulla schiena e pavoneggiarsi su come siano arrivate al punto più alto senza praticamente alcuno sforzo, sul fatto che i 900 metri millantati dalla relazione (dislivello che francamente fatico a giustificare) siano stati, tutto sommato, una banale passeggiata e su come siano ottimamente in forma. Insomma: avrei dovuto puntare l’asticella più in alto! Forse, insinuano, mi aspettavo che avrebbero avuto una qualche difficoltà? Ecco: un altro punto da mettere sul tavolo dell’analista. Ma in definitiva il punto a mio favore che mette tutti a tacere è il panorama sulla punta di Bellagio, le Grigne e che spazia fino a Lecco.


Cavallo Goloso


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