RACHEL E DAVIDE – MEDALE      

sabato 22 gennaio ‘11


La cordata maledetta; la cordata della codardia. Chiamiamola come vogliamo, ma per la seconda volta, scalando con Fabio e Luca mi faccio scarrozzare per la parete. Beh, questa volta almeno mi sono sentito più a mio agio ma resta comunque il fatto che non ho salito da primo nemmeno una lunghezza.

L’idea è quella di fare qualcosa di duro: alpinismo caiano eroico; e la scelta ricade sulla proposta di Luca: Rachel e Davide, una via poco conosciuta e quindi poco frequentata proprio sotto gli strapiombi del Medale. Già il ritrovo è tipicamente caiano: alle 8 a Lecco, quando neanche uno spiraglio di sole illumina la parete. Per ovvi motivi tergiversiamo al parcheggio, anche perché, dopo la calura del passato week end, il generale inverno sembra essere tornato a migliori fasti.

Quando poi i raggi solari iniziano finalmente a battere sulla parete, una pungente e fastidiosa arietta inizia a sferzarci sul volto rendendo poco piacevole le attese in sosta mentre la temperatura influenza le discussioni: ma perché non producono maglie lunghe da infilare per bene nei pantaloni così da tenere calda la pancia? Discussioni stilistiche a parte, il ritmo di scalata non è certo all’insegna della rapidità, ma del resto l’arrampicata impegnativa e la roccia non proprio verdoniana non possono che richiedere una progressione accorta.

Cerco di spingere sulla libera (e sui piedi!) più che posso, ma qualche tirata non me la lascio certo mancare, soprattutto considerando che il fortissimo della cordata non perde l’occasione per qualche sosta riposante allo spit: del resto la strada per dottorarsi in caianesimo non può solo passare dalla Oppio, un pizzico di marcio è certamente da provare! Per di più la temperatura che mi anestetizza i polpastrelli è un’ulteriore scusante per mascherare le mie indubbie incapacità scalatorie!

In ogni caso, la nostra cordata guadagna metro su metro, mentre nelle retrovie si concretizza sempre di più l’ipotesi di gettare le doppie una volta raggiunta la Gogna: il sogno del concatenamento si va così lentamente spegnendosi, mentre il sole si avvia a girare l’angolo per poi lasciarci nel regno dell’ombra. Mancano solo due tiri quando abbiamo l’opportunità di farci partecipi della salita ma, cullato come sono dalla comodità di salire con la corda davanti, lascio volentieri a Luca il compito di condurci fino al termine, mentre per Fabio sarebbe inopportuno togliere a Luca la gioia di calcare per primo la roccia che ci sovrasta. E così rimaniamo a congelarci per benino nella nostra tranquilla posizione fino al termine dalla salita, con il risultato che tornerò volentieri a calcare questa porzione di parete quando le temperature saranno un po’ più accettabili.


Cavallo Goloso


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