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NUOVO CINEMA PARADISO – PLACCHE DEL BOGGIA

domenica 02 aprile ‘23


È la fine di un’epoca; è tempo che il testimone passi di mano. Fraclimb non è più. Un nuovo astro è sorto all’orizzonte, la nuova novella illumina le lande buie e desolate: Andre, Andreclimb, il Mago della Placca, il Nuovo Mattino rifulge nella notte oscura. E ora il caiano ne tesse lo lodi: Ti ringrazio di avermi tirato fuori da quella placca, fatto Caiano e conservato in questa lotta; ti offro la birra della giornata, fa che sia tutta secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria; preservami dal dover chiamare l’elicottero; il tuo piede da Hobbit sia sempre con me e con tutti i caiani; amen!

Mai avrei pensato ad una simile lotta, ad una caduta così rovinosa: come Luigi XVI non avrei mai potuto credere che la mia epopea sarebbe stata tagliata così nettamente. Ho vissuto l’inferno e poi, perso lo scettro da Virgilio, sono stato accompagnato al Paradiso, l’agognato parapetto della strada soprastante. È stato un Nuovo Cinema o, se vogliamo, un nuovo numero circense terminato nei migliori dei modi dopo l’intervento della mano di Dio (leggi il piede dell’Andre), fondamentale per sfuggire dall’orrido. Certo, a ben vedere, alcuni presupposti avrebbero potuto non lasciare ben sperare: 1 neofita alla sua prima via (Laura) e 2 membri provenienti da infortunio (Lella e Walter). E poi restavamo noi 3: Gloria, Andre (non ancora definitivamente svelatosi come the King of the Placca) e il sottoscritto (pallone gonfiato in vertiginosa caduta); vero, tutti alla prima via della stagione ma, in fondo, con il tiro più impegnativo dato solo di 5b, mai avrei contato in una simile disfatta. – Non ti preoccupare Laura, in 3 massimo 4 ore finiremo tutto! – Ogni tanto bisognerebbe praticare la santa arte del silenzio.

O forse è il Caianesimo che ci ha puniti per la nostra insolenza? Ritrovo alle 8 e già l’Andre prova a ribellarsi con un messaggio profetico “non è proprio un orario caiano ma vedrò di adeguarmi” ma come tutti gli illuminati, le sue parole cadono nel vuoto cosmico. Poi c’è la fermata per la prima colazione dove mettiamo le tende, quindi la seconda colazione e poi un avvicinamento la cui lunghezza è analoga a quella tra il bagno di casa mia e la sala. Forse di più comodo c’è solo la placca di Introbio dove si fa sicura dalla macchina! Poi buttiamo le doppie e ci tuffiamo giù nella gola. Parte Walter sul secondo tiro di Paradisdican (almeno così siamo e restiamo convinti) perchè il primo, quello che inizia dal fiume, lo evitiamo perchè sento puzza di tragedia – Guarda, è bagnato... e poi staremmo giù all’ombra... – Forse è anche per quello che il Caianesimo ci ha puniti.

Comunque il Walter sale, arriva alla colata bagnata, ci prova ma alla fine desiste. Eppure è “solo” 4c, nulla in confronto alla lotta col primo tiro della XXV Mario Dell’Oro. Certamente è solo perchè arriva dall’infortunio alla spalla. Certo. Infatti, con quell’idea, parte il pallone gonfiato. Appena il muro si impenna, trovo che per essere un 4c non è proprio banale. Arrivo alla colata e all’ultimo fix col rinvio del Walter. Guardo in alto: ci sono dei buchi ma sono delle vasche per pesci e poi dovrei spalmare su un liscione. Ci provo ma appena sono sopra il fix vengo preso da una vampa di terrore. Torno giù e ritento ma nulla: sarà pure bagnato (che poi in un periodo di siccità sembra una presa per il culo) ma quello non ha l’aspetto di un semplice 4c! Alla fine abbandono un moschettone e mi calo. E ora? L’unica speranza sembra Nuovo Cinema Paradiso e così, dopo una lunghezza di raccordo, ci ritroviamo alla base del 6a+. È ancora il Walter a partire e, questa volta, con un po’ di sana lotta guadagna la sosta. E poi arriva il mio turno. L’interruttore non scatta o forse si accende quello sbagliato. So che inizio un cinema che è uno spettacolo patetico: alla fine raggiungo la sosta afferrando l’inafferrabile senza alcun ritegno. E sopra ci aspetta un’altra maledetta placca. E qui entra in gioco il Mago della Placca certamente forte del suo nuovo abbigliamento la cui marca bolzanina non può che essere di buon auspicio. E poi ci sono i suoi piedi da Hobbit che gli danno una marcia in più. Così l’Andre ci raggiunge, prende le corde della cordata Walter-Gloria e si mangia la placca. E questa volta all’etica non guarda più nessuno: sotto il coro da stadio “Andre portaci fuori! Portaci fuori! Portaci fuori!” formiamo un'obbrobriosa cordata a grappolo, soluzione che ho sempre ritenuto un abominio ma senza la quale, almeno dal canto mio, avremmo dovuto ricorrere ad una rocambolesca ritirata su per i ripidi pendii a fianco della parete.


Cavallo Goloso


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