COCHISE – DIMORE DEGLI DEI      

domenica 25 aprile ‘10


L’ora è tarda; le scarpette fremono; trepidano le mani. E’ arrivato il momento: la Valle è lì, incantata, davanti ai nostri occhi. Dopo averne decantate le vie, raccontato delle sue fantasiose strutture, finalmente sono con Micol all’imbocco di questo mondo fiabesco. La Valle si sta destando dal torpore invernale, la neve è sparita da un pezzo, ma i colori sono ancora quelli autunnali; solo qualche sparuta gemma osa gettare lo sguardo in questo mondo all’arrivo dei primi raggi del sole. Qua e là i primi fiori spuntano dalla terra donando un po’ di vivacità ad una terra monotonamente bruna.

La Valle va gustata a piccoli bocconi, troppa avventatezza equivarrebbe ad una mancanza di rispetto e la Signora non lo perdonerebbe. Il primo approccio deve quindi avvenire per gradi mentre la Valle accoglie lo scalatore che impara a conoscerla e a prenderla così com’è, con le sue regole e i suoi capricci.

Per Micol, nuova arrivata, la mia scelta cade quindi su una facile classica: l’Alba del Nirvana, nella speranza che questa rappresenti un preambolo a salite più ardite.

Accompagnati da una temperatura gradevole ci addentriamo lungo il sentiero che conduce al Trapezio d’Argento. La magica placca non può che accogliere benevolmente i piedi di una graziosa fanciulla, mentre il suo cavaliere attende la sua principessa in cima alla struttura.

E poi la iniziamo il nostro gioco sulle fessure dell’Alba: il diedrino strapiombante iniziale, le fessure della variante più facile e quindi le due lunghezze sotto il tetto che richiamo il grande arco di Kundalini. Non c’è nessuno oltre a noi sulla struttura: possiamo quindi goderci la scalata in tutta tranquillità, gustandone ogni movimento. La via termina, mentre Micol, rapita dalla bellezza dei luoghi, vuole continuare a scalare in questo ambiente fiabesco. E allora tiro fuori dal cilindro l’altra proposta: Cochise!

Ci troviamo così impegnati con la fessura iniziale di Kundalini, in attesa di raggiungere le placche del nostro obiettivo. Un incastro dietro l’altro, raggiungo l’Ala di Pipistrello da cui recupero Micol; poi è la volta del passo di VII che mi viene in libera e quindi arrivo all’attacco di Cochise. E’ ora una sequenza di tre tiri su placche lavorate: rincorrendo le sequenze di concrezioni, guadagniamo metro su metro fino al termine della linea. Vorremmo proseguire per protrarre ancora la giornata arrampicatoria, ma è giunto il momento di gettare le doppie. Il battesimo si è concluso con successo, la Signora ha accolto benevola Micol e noi possiamo dare l’arrivederci alla Valle fantasticando sulle prossime salite.


Cavallo Goloso


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