FILIPPO CORRIDONI O CAMINO CASSIN – PIZZO D'EGHEN      

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Accesso stradale

Da Lecco prendere la strada per la Valsassina fino a Cortenova dove, al Km 23, si gira a sinistra superando il torrente in direzione della frazione Prato S. Pietro. Dopo il ponte proseguire diritto in salita abbandonando la strada principale. Proseguire diritti raggiungendo un bivio da cui si continua diritto (chiesa sulla sinistra). Proseguire sempre diritto in salita fino al termine della strada asfaltata (grosso albero) dove si parcheggia.


Avvicinamento

Dal parcheggio seguire la mulattiera in salita. Attraversare il torrente e quindi, dopo il tornante, proseguire sempre sulla mulattiera che traversa verso sinistra fino a raggiungere l’alpe Taecc (15min). Proseguire sempre sulla mulattiera superando un tornante e, dopo pochi metri, imboccare il sentiero sulla sinistra. Al bivio, prendere a destra (indicazione su un albero per l’alpe Zucc) fino a tornare sulla mulattiera che si segue brevemente in salita fino alla successiva scorciatoia nel bosco. Seguire la scorciatoia raggiungendo una croce e quindi la mulattiera. Proseguire lungo la mulattiera fino ad un prato in cima al quale si vedono le baite dell’alpe Zucc. Prendere la traccia che sale nel prato raggiungendo le case di Zucc (25min; 40min). Superare la baite e arrivare allo spiazzo dove termina la mulattiera. Imboccare quindi la traccia, inizialmente poco visibile, che sale diritta nel bosco e che inizia immediatamente a destra dello sbancamento sopra lo spiazzo. Seguire i bolli rossi e le indicazioni per il passo san Rocco (PSR): dopo una breve salita, si traversa a sinistra superando un caratteristico tratto roccioso e poi una valletta. Poco oltre la valletta si incontra un bivio con indicazione Eghen e PSR su un albero: seguire la scritta svoltando a destra in salita per poi tornare a traversare verso destra. Dopo un lungo traverso in leggera salita, arrivare ad un costolone che si segue in salita verso sinistra (bolli rossi). Dopo circa 200/300m, raggiungere una doppia freccia disegnata su un albero e, subito oltre, la scritta sbiadita “parete” su una pietra (40min; 1:20h). Seguire l’indicazione prendendo la vaga traccia in traverso verso destra; il percorso è di difficile individuazione ma, nel complesso, sufficientemente segnalato da bolli rossi e ometti. Continuare lungo la traccia proseguendo sempre in traverso in falsopiano fino a raggiungere un canale al termine del quale si trova una fissa. Salire per pochi metri lungo il costolone che delimita il canale sulla destra (viso alla parete) fin quasi a raggiungere alcune roccette. Proseguire quindi sempre in traverso verso destra (viso alla parete; ometti più rari e nessun bollo) fino a raggiungere un altro canale. Superare il canale e quindi proseguire brevemente sempre in traverso fino ad uscire dal bosco arrivando alla base dello zoccolo. Superare il ghiaione e quindi costeggiare brevemente la parete fin dove forma un paio di nicchie (ottimo posto per lasciare gli zaini; 40min; 2:00h).


Materiale


Note tecniche


Periodo consigliato

Da maggio a settembre.


Relazione

Superare le nicchie raggiungendo, subito oltre, un’evidente rampa-canalino che sale per lo zoccolo in diagonale verso destra. La parete dello zoccolo scende alcuni metri verso valle formando uno spigolo.

Salire per la facile rampa (II) salendo in diagonale verso destra e raggiungendo, al termine, una sosta a spit. Proseguire diritti sul vago spigolo superando diversi mughi fino a raggiungere una corda fissa (moschettone di calata). Seguire la fissa che sale sempre lungo lo spigolo fino ad una zona verticale tra i mughi. Al termine del tratto verticale si raggiunge una sosta per la calata.

Proseguire lungo lo spigolo seguendo ancora la fissa fino al termine. Continuare quindi per un breve tratto su roccia marcia facile in direzione della vicina e ben visibile successiva corda fissa che supera una placca compatta (sosta di calata). Seguire la fissa lungo la placca (IV) o, in alternativa, salire un po’ più facilmente stando nel canalino a sinistra. Al termine della placca, sempre sfruttando la fissa, risalire lungo il successivo canale fino alla sosta. Traversare a sinistra ad un’altra sosta (spit e chiodo) che si utilizza per la prima calata lungo lo zoccolo.

Dalla sosta, scendere brevemente lungo il prato e aggirare lo spigolo superando alcune facili roccette (progredire assicurati). Scendere quindi al grosso albero subito oltre lo spigolo e traversare verso sinistra (viso alla parete) raggiungendo un’altra fissa (spit).


L'attacco si trova proprio all’inizio della corda fissa, alla base del camino erboso che divide in due la parete: sulla sinistra sono ben visibili gli spit di Prigionieri dei Sogni. Circa a metà della porzione destra della parete si vedono gli spit di Soffiando nel Vento.


L1 Salire per il canale stando all’estremità sinistra dove lo stesso è intasato d’erba (sul muro a sinistra sono ben visibili gli spit di Prigionieri dei Sogni). Proseguire diritti fin dove termina l’erba in corrispondenza di un piccolo ripiano (prato quasi verticale, prestare attenzione). Spostarsi leggermente a destra salendo per vago spigolino per circa 15m (rocce rotte) evitando un tratto aggettante del canale. Raggiungere quindi un piccolo ripiano nel canale sulla verticale di una breve fessura erbosa (2m scarsi) sostando ad uno spuntone (ca 55m; IV+).


L2 Salire sfruttando la fessura a destra di quella erbosa e quindi proseguire per il canale raggiungendo dopo una decina di metri una sosta. Proseguire sempre lungo il canale (ora più verticale) superando alcuni massi incastrati. Raggiungere una nicchia umida (erba e muschio) proprio sotto un tetto che chiude il canale. Superare il tetto sulla sinistra per fessura strapiombante con arrampicata artificiale (chiodi e masso incastrato). Al termine dello strapiombo rientrare nel canale ora facile. Dopo circa 3/4m spostarsi sulla destra verso una placca compatta. Superare la placca sfruttando la fessura all’estrema destra in corrispondenza della parete che chiude il canale. Al termine, raggiungere un comodo ripiano dove si sosta su spuntone (ca 55m; dalla sosta sono visibili chiodi e cordoni sulla parete sinistra che lambisce il canale; V e A1)


L3 Salire diritti incastrandosi nella fessura alla destra del canale raggiungendo una placca verticale sulla sinistra della fessura. Salire per la placca (chiodi) tornando poi verso destra al termine uscendo così dal canale e raggiungendo lo spigolino a destra (roccia rotta, delicato); proseguire facilmente per roccia rotta in diagonale verso sinistra, tornando quindi nel canale. Superare un breve tratto erboso al termine del quale si sosta, proprio dove il canale si stringe (V e A0).


L4 Salire diritti lungo il canale superando alcuni massi incastrati aggettanti. Raggiungere una breve zona facile chiusa da uno strapiombo (attenzione a non smuovere sassi). Superare lo strapiombo salendo sulla parete verticale a sinistra del canale (chiodi). Sostare al termine del tratto verticale (V-).


L5 Tornare nel canale ora molto stretto e superare due gruppi di massi incastrati. Dall’ultimo gruppo di massi, salire sulla verticale del canale con difficile arrampicata ad incastro tra le due pareti (chiodi; parete umida e viscida). Al termine raggiungere e superare un masso incastrato (delicato) e quindi proseguire facilmente diritti per pochi metri lungo il canale fino ad un buco prima del quale si sosta (VI+ e A1).


L6 Scendere lungo il canale fino al termine del tratto facile tornando quindi sopra il masso incastrato. Traversare in orizzontale verso destra (viso alla parete; nostro chiodo all’inizio) raggiungendo la visibile sosta di Soffiando nel Vento (V+/VI-).


La via originale prosegue ancora nel camino per poi uscirne proseguendo per spigolo. A causa di uno smottamento, questo percorso non è più agibile.

In alternativa, dal masso incastrato, si può traversare a sinistra invece che a destra (viso alla parete), raggiungere uno spit e la visibile sosta di Prigionieri dei Sogni. Continuare a traversare verso sinistra per cenge fino allo spigolo da cui si risale alla vetta.


La discesa avviene lungo le soste di Soffiando nel Vento e poi lungo il tracciato di salita dello zoccolo.


Note

Itinerario di stampo decisamente classico per camino umido e freddo con alcuni passaggi insidiosi (soprattutto in L5). Già solo l’avvicinamento rappresenta una vera piccola avventura.