ASEN – ANTIMEDALE      

domenica 27 gennaio ‘13


Questa volta l’organizzazione di Cece ci porta in Antimedale con l’intento di ripetere una via appena aperta sulla destra della parete. Oltre a Colo, si rivedono Marco e Roberto quest’ultimo recuperato quasi per caso in palestra mentre di Fabio sembrano ormai perse tutte le tracce.

Nonostante la bella giornata e l’orario quasi da FF, la parete non vomita tonnellate di caiani ma solo qualche sparuta cordata che spezza la monotonia del grigiore dell’Antimedale. Iniziamo con i primi due tiri della via degli Istruttori dove Roberto si improvvisa capo cordata; nonostante il lungo digiuno, il ragazzo sale senza alcun indugio fino alla traccia che conduce al Pilastro Irene. Le redini passano ora al sottoscritto che inizia a rincorrere gli altri tre oramai già alla base del nostro obiettivo.

La prima lunghezza ci appare sotto le vesti di una bella e compatta (incredibile!) placca all’apparenza ben protetta. Inizio a salire e l’impressione iniziale viene immediatamente confermata: la scalata è un vero plaisir mentre non riesco a capacitarmi di come siano riusciti a tirare fuori una linea su roccia così sana su una porzione di parete che sembra essere solo intasata da rovi e arbusti. Raggiungo la sosta e inizio a recuperare Roberto che dimentica di prendere un cordino posizionato intorno ad una clessidra e così, non volendo lasciare in giro cadaveri, sono costretto a farmi calare per tornare in possesso di tutto il materiale. Intanto però i tre amici hanno preso rapidamente la via della vetta e quindi siamo costretti, ancora una volta, al gioco del gatto col topo: sfruttando la corda da 80, lascio perdere la sosta del secondo tiro e continuo a salire lungo l’ultima lunghezza mentre il cordone ombelicale si fa sempre più pesante. Solo per il rotto della cuffia riesco a uscire dalla parete dove inizio a recuperare Roberto che, piuttosto provato, finalmente si ricongiunge al resto del drappello. Ma ovviamente non finisce qui: tornati alla base, non possiamo farci mancare un’altra vietta e la scelta ricade su Frecce Perdute. Roberto vorrebbe lasciare la spugna ma riesco a convincerlo che, prima di poter partire, riuscirà a recuperare tutte le forze. Così rieccomi su una linea che avevo percorso con Lorenzo mentre ripenso a quanto mi avesse impegnato lo scorbutico tettino della prima lunghezza. Archiviata rapidamente la prima parte, riprendiamo a scalare superando la stupenda placca finale dove torniamo sul sentiero di discesa: un bel ritorno per lo sfinito Roberto!


Cavallo Goloso


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