CASCATA DI BORGHETTO – VALLE SPLUGA      

sabato 22 dicembre ‘12


Ancora cascate e ancora val Chiavenna. Siamo addirittura in cinque ma la macchina stracolma sale i tornanti senza dire nulla. Passiamo da Vho e riesco a scamparmi l’ennesima ripetizione per poi puntare verso la val Febbraro. Mi piacerebbe provare la cascata di destra ma il gruppo sembra intenzionato a puntare al salto di Borghetto. In fondo anche la salita completa di questo flusso mi manca, quindi accetto ben volentieri la proposta. Raggiungiamo quindi comodamente la cascata sfruttando l’evidente traccia nella neve mentre già due cordate ci precedono nella scalata: il flusso è ben formato e quindi questa volta prospettiamo di raggiungerne la sommità. Non ho però ancora iniziato a togliere le cose dallo zaino che subito ho il flash del mio imbraco appoggiato in garage. La verifica del materiale che mi ha schiacciato le spalle è una pura formalità: ho lasciato l’imbraco a casa e quindi mi posso anche scordare di tentare di inanellare questa salita. Per fortuna Cece, Colo, Vera e Cristian non risultano danneggiati dalla mia idiozia recalcitrante e possono quindi attaccare la cascata: il week end scorso era stata la volta delle picche che solo all’ultimo mi sono ricordato di prendere, questa volta dell’imbraco, spero solo per la prossima avventura di non lasciare a casa gli scarponi!

Dovendo quindi aspettare che gli amici distruggano la colata con le loro picche, non mi resta che andare a zonzo per la val Febbraro! Individuo così un canale ghiacciato proprio di fronte alla cascata di Borghetto che sembra sufficientemente facile per essere superato in solitaria e quindi mi dirigo verso l’obiettivo di ripiego. Con una breve salita nella neve fresca raggiungo il primo facile salto ma non me la sento di proseguire di lì senza alcuna sicurezza e, soprattutto, completamente da solo anche perchè il tratto successivo, seppur breve, non pare proprio facile. Mi sposto quindi a destra fino a riuscire ad evitare il tratto più ripido per poi tornare, con alcuni numeri tra gli alberi, al canale. Inizio quindi a risalire il facile pendio fino a raggiungere una zona ripida ricca di frange dalla dubbia stabilità. Cautelativamente mi sposto verso destra per cercare di aggirare nuovamente l’ostacolo e così incappo in un breve saltino che sembra però facilmente scalabile. Mi avvicino alla colata per dare un occhio ma sembra che lei sia più curiosa di me: tocco appena la base di una stalattite che quella mi frana addosso colpendo la mia bellissima faccia! Oddio, anche la mia carriera di star del cinema non potrà prendere il via, a meno di recitare in film quali “Il ritorno dello sfregiato”. Al di là delle battute la situazione si fa preoccupante o, per lo meno, questa è la sensazione che ho. Afferro un po’ di neve e me la sbatto sullo zigomo; questa si irrora immediatamente di rosso e io mi lascio prendere da un momento di sconforto totale. Già mi vedo alle prese con ago e filo al pronto soccorso! L’unica è farsi un auto scatto così da chiarirsi meglio la situazione. La foto rivela un paio di graffi e altrettanti rigagnoli di sangue oramai rappreso che si estendono fin quasi alla bocca. Ma il flusso è già fermo e quindi decido di proseguire, spostandomi però ancora più a destra, dove il percorso pare nettamente più semplice. Salgo un breve tratto ghiacciato e poi torno ad affondare nella neve: il canale è praticamente finito e sopra di me si apre la distesa boschiva. Ancora una volta mi sento debole, sarà forse per le migliaia di piastrine perse! Questa volta mi decido a scendere mentre dall’altra parte delle valle Colo ha iniziato ad affrontare il salto più impegnativo della cascata di Borghetto.

Solo quando raggiungo il fondo valle e poi la base della cascata, riacquisto un buono stato di tranquillità: la mia avventura si è oramai conclusa e ora non mi resta che attendere il racconto dei quattro e che l’occhio lentamente diventi blu!


Cavallo Goloso


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