NEW AGE – PINNACOLO DI MASLANA
sabato 02 maggio ‘26
Chi inizia male è a metà dell’opera e il Frocio Falesismo si prende la scena. Pensavo sarebbe stato solo l’incipit poi, una volta in parete, il Caianesimo avrebbe soverchiato le sorti, sbaragliato le carte, magari anche solo timidamente ma lo avrebbe fatto e il demone se ne sarebbe andato con la coda tra le gambe. Invece no! E ci si mette pure l’inglesismo imperante con quel continuo “clippare” contro il quale la Crusca lancia saette e digrigna i denti rabbiosa. D’altra parte questo è il pegno che noi vecchietti e integerrimi fedeli al Caianesimo dobbiamo pagare se vogliamo portare la gioventù a respirare l’aria di parete. Che poi a portarci, a dirla tutta, è la suddetta bistrattata gioventù che, appunto, inizia già col piede storto presentandosi con un inaccettabile ritardo al ritrovo. Perdoniamo il Teo solo perché si è “offerto” di tirare su lui la macchina. Poi a Valbondione c’è la sosta caffè e io inizio ad andare in fibrillazione. Più che altro perché sembra di essere alla fiera con file di escursionisti che si muovono a destra e manca e che potrebbero essere interessante spunto per uno studio sociologico sull’esplosione della voglia di montagna: davanti a me, in attesa al bancone, se non fosse per le forme diversamente atletiche, ho un esemplare che parrebbe sponsorizzato da capo a piedi da una nota marca tecnica. Osservo l’accozzaglia di indumenti che mi veste, racimolata in diverse sortite in altrettanti negozi (o, come direbbe il Teo, “store”) e che non ricordano più quale sia l’odore di nuovo. Ora si avvicinano di più a quello della mummia. Comunque, nonostante i numerosi tentativi di perdere tempo, riusciamo a infilare il mezzo sufficientemente vicini all’inizio del sentiero e poi iniziamo la nostra passeggiata. Bastano pochi metri perché noi vecchi perdiamo traccia del giovane. Non che lui sia davanti ad attenderci: tutt’altro, il suo essere FF paga scotto là dove il caiano inizia timidamente ad esaltarsi. Arriviamo all’attacco dopo aver perso la traccia, unico aspetto che accomunerà la salita a quella sull’Ultimo Shampoo e poi inizia la lotteria della spartizione dei tiri. L’infallibile metodo del filo d’erba mi assegna le prime tre lunghezze poi spazio al giovane e quindi al Walter (portaci in vetta! Dai Walter portaci in vetta!). Così mi ritrovo ancora a provare il brivido dello spalmo, anche se anni luce da quello su Vento di Passione tanto che dei Placmpers non sento neanche il bisogno. Contemporaneamente mi avvicino pericolosamente alla cordata partita con un certo vantaggio su noi tre ciarlatani tanto che, una volta che il Teo ha “clippato” l’ultimo rinvio e “flashato” la quarta lunghezza ci tocca restare appollaiati a maturare in attesa che quelli davanti vengano a capo del tiro seguente. Attesa a parte (e ribollimento delle parte intime) i metri passano e alla fine raggiungiamo la cima dopo aver portato a spasso inutilmente la serie di friend del Walter.
Cavallo Goloso
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