MALOIA E ST MORITZ – ENGADINA      

RACCONTO

MALOIA E ST MORITZ – ENGADINA


sabato 28 giugno ‘14


Dopo aver studiato le previsioni come dovessi farci una tesi, alla fine riesco anche a evitare nubifragi e tempeste. Inizialmente l’idea era di andare a caianare ai Palù con Fabio “il resuscitato” ma la prospettiva di incappare in un ciclone ci lascia desistere da ogni ambizione e rimandare il tutto a tempi migliori. Nonostante quindi le previsioni piuttosto infauste, proprio la zona dell’Engadina è l’unica che sembra lasciare trapelare qualche speranza, così carico la bici in auto e mi avvio su per il lago. Finalmente, dopo un anno di attesa, sembra essere infatti arrivato il momento di esaudire il desiderio tanto caldeggiato da Micol: andare per monti in bicicletta. Tiriamo quindi fuori il suo mezzo dalla cantina che, sotto lo strato di polvere, sembra solo avere bisogno di una rapida pompata. Il problema sarebbe di semplice soluzione se non fosse per l’eccessiva dimensione dell’ugello del mini compressore e del vicino volenteroso che spolvera dal museo delle antichità un paio di residuati bellici di dubbia utilità. Il migliore risultato, alla fine, lo ottengo con la mia pompa manuale senza però risolvere il problema: la camera d’aria inizia a gonfiarsi per poi tornare rapidamente e flaccidamente a terra! Accantoniamo il velocipide e confidiamo nell’altra bici parcheggiata in cantina: questa non mostra particolari avversità nell’essere allontanata dal suo quotidiano far nulla e quindi possiamo finalmente comporre il puzzle 3D costituito dalle mountain bike nel bagagliaio della Punto.

Arriva finalmente il sabato e noi ci avviamo verso il Maloia: le previsioni sembrano dalla nostra parte tanto è vero che riusciamo addirittura a vedere uno sprazzo d’azzurro nell’immensità grigia del cielo! Non urliamo però troppo onde evitare che il timidone se la dia a gambe e quindi lasciamo l’auto iniziando a pedalare. Passano però pochi metri che il mezzo di Micol rivela gli acciacchi del dolce fare nulla: la catena non ne vuole sapere di risalire le corone posteriori privilegiando esclusivamente la più comoda (per lei) discesa verso la ruota dentata più piccola. Se già il nostro allenamento rasenta il minimo assoluto, la possibilità di avere solo il rapporto per il record dell’ora ci permette di avere come risultato una succulenta frittata!

Tragicamente, mi vedo ad abbandonare le bici in auto e gironzolare a piedi tra i laghetti. Ma la prospettiva della passeggiata da escursionista milanese della domenica fa si che lo scarso meccanico che è insito nel sottoscritto si svegli di soprassalto dal letargo; sporcandomi come un bambino alle prese col gelato al cioccolato, riesco a bloccare la catena su una corona grande salvando così la gita e le gambe di Micol. Gli intoppi a questo punto terminano e noi possiamo finalmente iniziare a pedalare. Il percorso si snoda per mulattiera e comodo sentiero nel bosco, ai lati degli spettacolari laghi; nonostante tutto e contro ogni più rosea previsione, raggiungiamo inaspettatamente lo specchio d’acqua di fronte a St Moritz dove giriamo intorno alla boa e iniziamo il rientro.

La stanchezza precipita su Micol come la mela sulla testa di Newton e l’unica soluzione che mi viene in mente è iniziare a spingere la sua bici inaugurando il tandem in parallelo. Fortunatamente la crisi è solo passeggera e, non so se spinta dal miraggio della torta della nonna o dal timore di subire una copiosa lavata, Micol riesce rapidamente ad averne la meglio. Torniamo così al punto di partenza entrambi con le gambe doloranti ma al contempo estremamente contenti per la positiva riuscita del nuovo esperimento. Inutile dire che, a questo punto, comincio a cavalcare sull’onda dell’entusiasmo e della fantasia progettando un’infinità di nuove uscite che corroboro con l’acquisto di un’interessante guida che va in parte a sopperire l’assenza della torta della nonna sui bancali del supermercato!


Cavallo Goloso


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