SASSO GORDONA      

RACCONTO

SASSO GORDONA


domenica 17 maggio ’09


Alla seconda gita riprende anche per me l’attività con l’AG. Quest’anno abbiamo raggiunto la ragguardevole e autolimitata cifra di 46 iscritti di cui una buona fetta nuovi. Iniziamo inoltre a vedere i primi cambi generazionale: alcuni Nadzgul sono traghettati al gruppo di alpinismo, mentre altri non si sono iscritti a questo corso.

La gita di oggi ha un gusto tutto particolare: il percorso infatti è lo stesso della mia prima uscita con l’AG, nell’ormai lontana (ma non troppo) primavera del 2000. Da quel giorno ho macinato diverse migliaia di metri di dislivello, i miei occhi hanno posato lo sguardo su paesaggi mozzafiato, mentre le mie dita hanno accarezzavano centinaia di tacche.

E la mente non può che tornare a quel giorno, quando l’idea di arrampicare non mi sfiorava minimamente mentre la sete d’avventura avvampava già la mia gola. Quell’anno il corso di AG aveva fatto proseliti tra i così detti “ragazzi grandi”: diversi neofiti avevano infatti rimpolpato la fascia d’età compresa tra i 14 e i 17 anni. Tra questi, oltre al sottoscritto, ricordo mio fratello (direi una meteora della montagna) e Lorenzo, con il quale avrei poi condiviso la mia attività alpinistica fino al 2008. Del gruppo dei “grandi-vecchi” invece facevano parte tra gli altri il Clod e Guido che talvolta ricorrono nei miei resoconti.

Eravamo quindi riuniti al Prabello in attesa che ci dividessero per la salita allo svettante Sasso Gordona: un gruppo sarebbe salito dalla via più facile (quella che percorre il versante SSE) e un altro dal più difficile versante NE dirimpetto al rifugio. Alla fine noi “grandi-nuovi” non eravamo compresi in nessun gruppo! Lia allora ci spiega il motivo di questa scelta: non conoscendo le nostre capacità, gli accompagnatori hanno deciso di lasciarci la possibilità di scegliere da quale via salire.

Non posso optare per la via facile: devo far capire che me la cavo in montagna e non sono un novellino! Così mi aggrego al gruppo che sale dalla NE, prestando la massima attenzione lungo un sentiero che comunque mi pare impegnativo e esposto. Poche settimane fa, ho ripercorso in discesa la stessa traccia quasi correndo!

Anche oggi, saliti con i Nadzgul e gli Orchetti (vale a dire alcuni ragazzi della Terra di Mezzo particolarmente preparati) dal versante SSE, scendiamo da quello più difficile, compiendo così un’interessante traversata.

La giornata prosegue poi con la costruzione di un particolare porta-tesori in corda e quindi con la discesa verso Cabbio da dove il pullman ci riporta a casa.


Cavallo Goloso


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