GENEROSO – SOTTOCENERI      

RACCONTO

GENEROSO – SOTTOCENERI


domenica 15 dicembre ‘13


A questo punto mi si potrebbe obiettare che se, anche quando è bello, non combino nulla o mi riduco a passare solo mezza giornata tra i monti, non posso poi lamentarmi quando il tempo mi costringe a ripiegare su obiettivi poco ambiziosi. Tra una storia e l’altra, sabato riesco infatti a dedicare un paio d’ore scarse alla falesia in attesa poi della festa di Natale dell’AG. Domenica quindi, non si può pretendere una sveglia antidiluviana e così alla fine optiamo per le montagne di casa. Ma la prima fondamentale tappa è raggiungere la partenza del sentiero. Ho una vaga idea della strada per raggiungere la mulattiera che sale al Generoso ma, appunto, è come se avessi in testa un antico affresco di cui mancano abbondanti parti. Così attraverso e supero Chiasso per poi imboccare la strada che sale verso la val di Muggio già in parte conscio che dev’esserci qualcosa che non va. Continuo però a guidare confidando che poi potrei riuscire a spostarmi più a sinistra e trovare quindi il percorso giusto; invece raggiungo solo un’indicazione escursionistica che mi porta definitivamente fuori strada. Mi lascio quindi diradare ogni dubbio dal cartello e inizio a salire: peccato però che mi stia infilando sempre di più in val di Muggio! Mentre lo espongo a Micol, il dubbio si fa sempre più grande e poi diventa certezza mentre io continuo a guidare: a questo punto, saliremo al Generoso per un percorso diverso ma comunque ne calcheremo la cima!

Un’auto davanti a noi ci frega l’unico posto libero: torno indietro di qualche decina di metri e parcheggio in corrispondenza di un comodo spiazzo. Intanto l’altra macchina ci viene incontro tornando verso valle: siamo quasi a Natale non al I di aprile!

Dall’ultimo agglomerato di case, l’ambita vetta sembra ad un tiro di schioppo: prendiamo quindi il sentiero che si snoda su per il crinale e iniziamo la nostra salita. Nonostante l’ora tarda della giornata, la temperatura non è propriamente mite e quindi impieghiamo non poco prima di sfilarci l’abbigliamento in eccesso. Il percorso poi sembra non dare tregua salendo imperterrito verso la cima mentre noi sbuffiamo a ripetizione.

Il primo obiettivo è un gruppo di baite semi abbandonate dall’uomo ma, evidentemente, ben gradite dalle capre vista l’abbondanza di sterco presente! La meta seguente è una casa isolata in cima alla classica rampa sputa sangue che però ci da il diritto di consumare il lauto pranzo! Riprendiamo quindi la nostra arrancante salita incrociando 2 bikers forse più occupati a farsi foto o video piuttosto che a godersi la discesa e quindi finalmente il punto più alto è effettivamente ad un tiro di schioppo! In cima ci sono solo altri 4 escursionisti oltre al magnifico arco alpino che si estende come un enorme sorriso da est a ovest.

Ma il tintinnio dell’orologio ci richiama all’ordine destandoci da questo panorama mozzafiato e così iniziamo a scendere. E siccome un pizzico di adrenalina non guasta mai, questa volta ci si mettono i cartelli indicatori; faccio un rapido calcolo e ne deduco che rischiamo di fare l’ultimo tratto di sentiero completamente al buio: sarebbe un bel tornare indietro ai vecchi tempi! Mollo allora un po’ i freni mentre Micol continua a trottare dietro la mia scia: la nostra nuova meta laggiù in basso si fa sempre più vicina mentre il rischio di chiudere al buio sembra assottigliarsi ogni passo di più. Così, accompagnati da un cielo incendiato, riusciamo a raggiungere il paese e quindi la strada mentre il sole ha da poco salutato queste terre evitandoci un’antipatica chiusura alla luce del cellulare!


Cavallo Goloso


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