DIRETTISSIMA E SENTIERO CECILIA - GRIGNETTA      

RACCONTO

DIRETTISSIMA E SENTIERO CECILIA - GRIGNETTA


domenica 08 giugno ‘14


Si sta al fresco come ad essere davanti ad un altoforno: pensare di dovermi trascinare su per la Direttissima mi da il voltastomaco ma siccome oggi sono l’eroico e impavido capogita, mi metto in testa alla truppa e inizio a tirare i Nadzgul su per il sentiero fino alle catene poco prima del caminetto Pagani. E qui iniziamo a creare gli ingorghi di Ferragosto. Subito non perdo l’occasione per racimolare punti piazzando come un fulmine una bella fissa a sostituzione di un tronco di cavo spezzato quindi, lasciando scorrere un po’ di traffico, do modo ai nuovi maestri di discutere sull’ammontare del riconoscimento che mi spetta. Dipanato l’ingorgo e superato il tratto più tecnico, continuiamo la nostra salita raggiungendo la base del canalone Angelina dove, magnanimamente, concedo una pausa riflessiva e ristoratrice. Ma mai un condottiero forte e vigoroso potrà mettersi a riposo e piuttosto dovrà sempre dare esempio di infaticabile sprezzo della stanchezza! Così mi guardo intorno e scorgo l’occasione per riempire ulteriormente lo zaino di preziosi punti: il cartello indicatore giace a terra ferito e sofferente, lo rialzo, costruisco un sostegno di sassi e lo rimetto così in funzione. Minimo saranno 10 punti in manualità!

Il piede si muove certo, sicuro e vittorioso su per le placchette e poi per l’infido nevaio tracciando il percorso verso il sentiero Cecilia; da qui conduco il gruppo verso la cresta Cermenati scoprendo cosa significhi realmente la sigla ASAG: Accompagnatore Scoppiato di Alpinismo Giovanile! I ragazzi però tengono duro e, nonostante abbia appunto perso uno dei giovani accompagnatori, serro i ranghi e conduco la truppa verso l’agognata vetta. A questo punto mi attendo di incontrare la Terra di Mezzo salita per la Sinigaglia e invece tra i bagnanti di Rimini beach non scorgo l’aquilotto caiano: poco male, attendo l’arrivo dell’ASAG e poi andrò incontro alle giovani leve. Intanto il sole martella come Vulcano sull’incudine e quindi lo statuario capogita sfodera il suo fisico da discobolo. “Fedro, Fedro! Oh mirabile artista!” si sente urlare e poi ancora “Specchio riflesso...” mentre emetto un’accecante aurea frutto dell’effetto albedo. A questo punto, l’ASAG arrancante e con la lingua di fuori ha calcato anch’egli il punto più alto e quindi sono libero di involarmi sulla Sinigaglia. Volo giù dalle roccette come un camoscio si libra tra i pizzi arguti e poi corro veloce verso l’uscita dei Magnaghi ma della Terra di Mezzo neppure l’ombra.

Intanto il gruppo cui sto andando incontro è in stato di trance, immerso nel rito di supplicante preghiera del divino che li aiuti a superare la catena finale quando una figura maestosa, rifulgente di una luce intensa, si materializza sopra i loro volti impauriti. L’essere superiore cala come danzando lungo la lingua nevosa e protrae il suo forte braccio in aiuto dei derelitti accecati per l’intenso riflesso del bianco cadaverico del sottoscritto! Sfoderando la mia possente esperienza, riporto al sole la squadriglia che, a quel punto, avrebbe preferito tornare lì dov’era a godersi il fresco; poi, rapido come sono arrivato, rientro di corsa verso la cima per riportare la corda fissa che gentilmente altri escursionisti hanno lasciato per favorirci il superamento dell’ultima lingua di neve. Fortunatamente trovo i proprietari alla base dell’ultima catena che conduce in vetta per poi tornare a passare sulle teste degli altri escursionisti raggiungendo nuovamente le retrovie. Morale: mentre sono impegnato nei miei continui andirivieni, più in alto stanno riempiendo a badilate la mia tessera coi punti del gioco! Poi finalmente viene anche il mio momento di calcare definitivamente la vetta, ingurgitare un salamino e rimettermi la T-shirt. Intorno, tutti si levano gli occhiali da sole mentre qualcuno estrae una costata e la appoggia sulle mie braccia roventi.

La valanga di punti mi lascia appena appena emergere ma ancora riesco a recuperarne qualcun altro qua e là giusto per dimostrare ulteriormente come un vero caiano con l’aquila tatuata sul petto sia un super uomo, un super uomo che va ad acqua e che, al bar, ingollerò con la stessa portata del Po.


Cavallo Goloso


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sabato 04 settembre ‘10


Giornata anomala per le mie abitudinarie scorribande del fine settimana: pur non essendo ancora impegnato con l’Alpinismo Giovanile, sto percorrendo la strada per i Resinelli con obiettivo Direttissima e, forse, cima della Grignetta; con me Micol, Magalì, Alessia e Boris promotore dell’uscita.

Una fastidiosa nuvolaglia ricopre la cima della montagna ma noi, fiduciosi, iniziamo a salirne i fianchi sperando che, forse, più in alto, le nuvole possano lasciare il posto al cielo azzurro. Raggiungiamo il primo tratto tecnico dove decidiamo di indossare le imbracature. La piccola Magalì sale senza alcuna difficoltà lungo le roccette divertendosi nel gico stacca-attacca: supera il traverso e poi la scaletta del Pagani con incredibile facilità. Il tratto più “tecnico” è quindi presto dietro le nostre spalle e ora non ci resta che proseguire lungo i numerosi sali-scendi alla volta del colle Garibaldi. Il bivio per il colle Valsecchi ci pone però di fronte ad un dubbio amletico: proseguire per la Direttissima o prendere il canalone che conduce al Valsecchi stesso? Restiamo come spaesati per alcuni minuti, ma poi optiamo per il percorso più lungo: forse, se saremo fortunati, dal Garibaldi potremo ammirare il Grignone. E la fortuna aiuta gli audaci: le nuvole che si alzano lentamente ci lasciano ammirare il lago e la base del Cavallo ma per oggi la Grigna proprio non vuole concedere altro.

La nostra cima non è molto lontana e noi dobbiamo ritornare sul versante meridionale dove ci attende nuovamente il grigio piattume delle nuvole. Non ricordo granchè il sentiero Cecilia, il suo percorso esigente e a tratti esposto: l’ho percorso solo una volta e proprio non riesco a figurarmene il tracciato. Man mano che procediamo, ci rendiamo conto che il tratto più impegnativo è proprio questo: le numerose cengette, il sentiero sassoso ci costringono a progredire con la massima cautela, anche perchè la stanchezza inizia a farsi sentire. Finalmente raggiungiamo la Cermenati: la vetta è là, poco lontana ma saggiamente rinunciamo a raggiungerla per iniziare la nostra discesa. Sarà un’ottima e valida scusa per ripercorrere i sentieri di questa emozionante e variegata montagna fino a calcarne il punto più alto!


Cavallo Goloso


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