FOISCH – VAL LEVENTINA      

RACCONTO

FOISCH – VAL LEVENTINA


mercoledì 28 dicembre ‘11


Nonostante lo spesso strato di polvere, gli sci emanano ugualmente un tanfo di naftalina. Oggi provo a dare il via alla stagione sci alpinistica. L’inverno dalle nostre parti è stato piuttosto avaro di precipitazioni anzi, a dire il vero sono settimane che non cade una goccia di pioggia e, in montagna, di neve se ne vede ben poca. Le grigne sembrano sprofondare e inabissarsi in un piacevole stato autunnale tantè vero che se continua così credo che pungolerò Fabio per salire alla Fisarmonica. Le montagne sopra Como sono messe anche peggio: verde, verde e ancora verde con un tono di giallino giusto a ricordare che, almeno di notte, dovrebbe fare freddo. So di essere in inverno perché me lo dice il calendario e perché ho tirato fuori le picche per il resto potrebbe essere benissimo ottobre.

In Svizzera la situazione non sembra essere poi molto differente ma ho comunque fiducia nelle indicazioni ricevute e quindi proseguiamo verso nord. Pochi chilometri prima di Airolo scorgiamo finalmente le tracce dell’inverno: la neve ricopre i pendii anche se non sembra sufficiente per una sciata ma fortunatamente le condizioni migliorano quando raggiungiamo il parcheggio a Brugnasco. Come consueto partiamo ben bardati ma fa piuttosto caldo e così ben presto siamo costretti ad una sosta per alleggerirci dell’eccessivo abbigliamento. Gli sci scorrono senza fretta sulla neve battuta della stradina che poi abbandoniamo per entrare nel bosco: d’altro canto a sparare cazzate col fratello si fa fatica e, ogni tanto, bisogna anche rifiatare! Quindi con la dovuta calma guadagniamo quota fino al termine del crinale in corrispondenza di una piccola piana dove troneggia una baitella. Manca poco alla cima e un ultimo tratto più ripido, ci conduce al pezzo finale così, innesco la quarta e mi avvio verso la croce. Dalla vetta si domina il lago del Rittom ancora allo stato liquido, ennesimo segnale di un inverno eccessivamente mite, mentre le cime circostanti sono sufficientemente coperte di neve. Nell’attesa che arrivino anche mio papà e Davide, ne approfitto per riempire la memory card della macchina fotografica prima di abbandonarmi ad un inaspettato e insolito pranzetto.

Memore della precedente salita alla medesima cima, confido in una facile ma divertente discesa; nonostante la ruggine, mi butto sul pendio: la neve in buone condizioni, solo un poco trasformata mi facilita la sciata e poi arrivo al bosco. Ovviamente non riesco a vincere la tentazione dello slalom tra gli alberi e quindi giù a zig-zagare un abete dopo l’altro. Poi arriva la mulattiera: il divertimento appena iniziato è già finito ma almeno ho assaporato la frescura della rara neve di questo inizio inverno.


Cavallo Goloso


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