BREGAGNO – SPONDA OCCIDENTALE DEL LARIO      

RACCONTO

BREGAGNO – SPONDA OCCIDENTALE DEL LARIO


sabato 04 febbraio ’12


La mattina è persa perché “il passatempo tra un week end e l’altro” si arroga il diritto di occuparmi fino all’ora di pranzo. Mi chiedono se mi fermo a Milano a mangiare con i colleghi, per socializzare. Non so se ridergli in faccia o mandarli a quel paese così, gentilmente, ringrazio e mi avvio verso la stazione: il piatto della bilancia è enormemente sbilanciato a favore dell’aria aperta, dell’avventura. D’altro canto, sull’altro piatto mi si propone una semplice mangiata con gente per lo più mai vista. Una volta sarebbe stato diverso: avrei divorato ogni cosa senza spiaccicare una parola per poi rimanere a contemplare la botte sullo stomaco in attesa di scaricare gli scarti dell’abbuffata. Ma una volta, privo di un “passatempo” così stringente, avevo anche la consapevolezza di poter bighellonare tra un week end e l’altro pur non avendo (quasi) un soldo in tasca.

Spingo sui pedali del mezzo-catorcio, sfilo e infilo gli indumenti, appiccico le pelli, salto in macchina e parto; obiettivo: Bregagno. Ovviamente non ho scelto l’itinerario più breve: troppo poco sbatti, meglio salire da Pianello! La strada è innevata ma la Punto sale senza problemi fin dove mi viene consigliato di parcheggiare: poco oltre Colly McRae è rimasto bloccato col suo Gran Cherokee! Inforco gli sci, scuoto la testa e mi avvio per la mia strada.

Ho una vaga idea del percorso dettata dal libricino che avevamo usato per Pigra; solo che si tratta di una guida estiva e scovare il sentiero sotto mezzo metro di neve non è proprio la cosa più facile. Per fortuna che davanti a me qualcuno ha già pensato a battere la traccia che, non so per quale motivo, sono sicuro mi condurrà in vetta. Risalgo il bosco fino a un gruppo di case per poi tornare tra gli alberi: ho la sensazione di andare troppo a destra e, oltretutto, in mezzo a quella ramaglia mi chiedo come sia possibile sciare. Sono sul punto di abbandonare il percorso battuto quando questo devia decisamente a sinistra portandomi in campo aperto e sul crinale. La lunga deviazione mi ha però fatto perdere del grand tempo e, quando si lascia l’auto dopo le 4 del pomeriggio, l’inconveniente diventa veramente disdicevole. Lo stimolo ha raggiunto il nucleo della terra e quest’aria gelida non fa che favorirne la discesa e la fuoriuscita dall’altra parte. Getto la spugna: in vetta non ci arriverò mai, per di più non digerisco l’idea di venir fagocitato dalla boscaglia così spello e faccio dietro-front.

Oh Bregagno, calcherò mai la tua morbida vetta? L’avevo tentato con Micol fermandomi al Bregagnino mentre ora la salita si arresta poco sopra i 1400m, ma tornerò, se non altro per fare la relazione!


Cavallo Goloso


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