VIAVAI – PARETE DEL LAGO      

RACCONTO

VIAVAI – PARETE DEL LAGO


domenica 19 luglio ‘15


È molto probabile che una concentrazione così elevata di climbers (o presunti tali) il rifugio Zoia non l’avesse mai vista. D’altra parte ci troviamo qui perchè ieri abbiamo festeggiato il matrimonio tra Silvia e Cece ma oggi, come se la lunga baldoria non fosse mai avvenuta e io, nano di gesso, non mi fossi mai esibito in danze frenetiche, il solito enigmatico dilemma del week end torna a bussare alla porta: che fare? Ci ho messo una pietra sopra, ho perso quasi ogni speranza e quindi non metto minimamente in conto la possibilità di andare a fare una via con Micol. Quindi, visto che resto irremovibile sull’idea di andare ad arrampicare, che falesia sia ben sapendo che mi sto per ficcare in un vortice senza fine che mi porterà certamente a sbattere il muso contro i muri di serpentinite della zona! Intanto, gli unici che sembrano aver retto il colpo di ieri e intendono sfidare la sorte su una parete, sono Colo, la Fra e Marco; loro però sono diretti ad una vietta proiettandoci così in una domenica solitaria. A quel punto Micol riesce ancora a lasciarmi di stucco: forse prevedendo la giornata da passare appesi a staffe e cordine per superare uno stupido muro, cambia strategia e decide di aggregarsi al trio! Forse, insieme alla fettazza di torta che a fatica riesco a contrallare sul piatto, questa é la notizia più sconvolgente e inaspettata del week end. Preso quindi da una botta di sbornia, devo ora barcamenarmi con i due nuovi grossi problemi: ho solo il materiale per la falesia (!) e, neache troppo nascosto, vedo in lontananza le turbolenze di un possibile naufragio. Speriamo di non andare a ficcarci dentro! In realtà al primo problema trovo facile e veloce soluzione: mi farò bastare il materiale da falesia confidando nelle mie abilità arrampicatorie (!) ma soprattutto sul fatto che la via scelta sia effettivamente semplice. Per il secondo, lascio tutto nelle mani e soprattutto nella testa di Micol.

Così partiamo: non propriamente in modo tranquillo, superiamo la strada asfaltata fino alla base delle diga mentre il motivo per cui non abbiamo preso una macchina resta avvolto nel mistero. L’unica relazione a nostra disposizione sono le informazioni orali di Cece, ricevuto a mo’ di telefono senza fili. Così ci dibattiamo sul fatto se la galleria sia quella superata pochi minuti prima o se, forse, dobbiamo ancora andare avanti. Alla fine optiamo per la seconda ipotesi finchè ci troviamo sotto la parete dove il nugolo di climbers è noioso come un pugno di mosche: ma noi siamo forti e determinati e così cambiamo l’iniziale programma e ci spostiamo sulla vuota Viavai di cui l’unica informazione a nostra disposizione è la laconica nota di Cece “... e poi di fianco c’è la facile Viavai!”. Ottimo; direi che così assortiti e informati siamo messi peggio di Cassin alle Jorasses! Siccome però il lungo esercizio mi permette di affermare con certa sicurezza che le mie capacità arrampicatorie sono agli antipodi rispetto il mio stile danzante palo-nel-sedere, mi butto senza esitazioni sulla sequela di spit che mi si para davanti e quindi, così conciati, iniziamo a salire per le placche. La via si mostra docile e ben chiodata e rapidamente siamo alla grossa cengia ben oltre la metà. Micol sale senza alcun problema, leggera e spensierata, comportamento forse poco comprensibile visto che ciò che sappiamo su quanto ci aspetta è pari ad uno zero assoluto! Dopo la cengia, la parete diventa brevemente cattiva ma la fila di spit è ancora una sicurezza; Micol è sempre più decisa e quindi io parto: tiro tutto e liquido il diedro fisico. Micol mi segue, supera il tratto fisico senza paturnie e la parete passa sotto le nostre chiappe. Siamo sbarcati in un mondo parallelo: l’ambiente che abbiamo davanti è selvaggio, caratterizzato da placche, vallette e piccoli specchi d’acqua che si susseguono lungo l’altopiano. Annusiamo la via di discesa e, dopo l’ennesima personale scarica intestinale causa yogurt mattutino, ritorniamo alla base. Nuovi orizzonti ci si aprono davanti mentre l’unico dubbio che continua a trapanarmi la testa è: ma per la prossima via con Micol, dovrò aspettare un altro matrimonio?


Cavallo Goloso


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