RAFFAELLA – BASTIONATA      

sabato 21 ottobre ‘17


A volte i casi della vita sono veramente strani. É venerdì sera quando sto continuando a tormentarmi cercando una risposta al perchè l’indomani nessuno sembri libero per fare due tiri mentre, di contro, per domenica potrei avere l’imbarazzo della scelta e, da buon gigolò dell’arrampicata, vendermi al migliore offerente. Così sprofondo sotto le coperte con la vaga idea che sabato toglierò fuori dalla naftalina l’abito del solitario per cercare di tirare una bella “X” su una delle vie ancora non salite della Grignetta. Mi metto quindi d'accordo con me stesso che lascerò Morfeo solo quando questo si sarà stufato della mia presenza e poi finalmente sprofondo nella festa onirica. Il risultato, ovviamente, è che solo verso le 10 infilo l’auto in uno dei pochi posti liberi sopra i Resinelli, giusto in tempo per anticipare una tallonante Subaru blu alla disperata ricerca di un buco dove andare a ficcarsi. Do uno sguardo allo specchietto chiedendomi chi possa pensare di mettere il naso da queste parti ad un'ora così tarda e, non ci posso credere, sulla macchina sono seduti Umberto e Cippi! Se ci fossimo accordati, non avremmo potuto essere meglio sincronizzati. Mi catapulto allora fuori dall’abitacolo prima che i due sgommino alla ricerca di un altro posto e, dopo i convenevoli di rito, inizio con la domanda più idiota: “andate a scalare?”, come se i due fossero da queste parti per una gara di cricket! All’ovvia risposta, segue la mia richiesta per aggregarmi ai due e così, il giorno dopo aver pianto lacrime di coccodrillo, mi trovo diretto alla Zucchi e quindi alla Raffaella. Sgomitiamo non poco lungo il sentiero d’avvicinamento arrivando dietro la coda di alcuni escursionisti a cui poi lasciamo la vista delle nostre belle chiappe fino ad arrivare all’attacco della prima via che saliamo in conserva con un lungo serpentone di 60m che si attorciglia su per la parete; tutto questo per non perdere del tempo prezioso che poi potremo investire nello sport del “gira pollici” visto che, almeno per quanto mi riguarda, non ho altri programmi in agenda. D'altra parte è più forte di me: mi faccio abbracciare dalla foga e inizio a correre come se fossi in perenno ritardo anche se il tempo scorre come una lumaca zoppa. Scavalchiamo così un paio di cordate senza troppi complimenti con la simpatia di un trio di gradassi di periferia e poi ci mettiamo alla caccia della prima doppia che ci permetterà di raggiungere la Raffaella. Sarà forse per la nebbia che mimetizza per bene tutto quanto, fatto sta che passo sopra la sosta di calata senza nemmeno accorgermi della sua presenza e iniziando poi a girovagare di qua e di là: probabilmente non devo apparire con le rotelle tutte a posto ma alla fine il metal detector di Cippi inizia a fare il suo dovere cosicché, dopo un'altra manciata di minuti, ci troviamo alla base della prescelta. I primi movimenti mi sembrano mimetizzare piuttosto malino un bel palo nel deretano: osservo la fessura, provo a meccanizzare i movimenti e parto. Di solito la pratica si rivela ben diversa dalla teoria: immancabilmente la posizione fantasticata risulta assurda da mantenere o la presa apparentemente buona si rivela una appena abbozzata virgola della roccia. Eppure questa volta i tasselli sembrano collimare e rapidamente mi tolgo dagli impacci. Sulla lunghezza successiva mi sto ancora gongolando della mia maestria a salire su enormi maniglie quando la parete si imbizzarrisce per poi provare a ribaltarsi all'indietro. La spavalderia finisce in retrovia e poi direttamente in riserva, io mi guardo attorno sperando di trovare qualcosa di decente e, potenza del non volere perdere la faccia, mi lascio alle spalle il passo impegnativo. Ora che abbiamo messo la via in tasca non ci resta che assecondare l'istinto caiano: raggiungere la vetta della Grignetta per poi massacrare le ginocchia giù dalla Cermenati.


Cavallo Goloso


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