NIEDERMANN – GROSS BIELENHORN      

domenica 27 luglio ‘14


Ricordo che alle elementari mi è stato insegnato che dopo giugno c’è luglio, agosto, settembre e ottobre. Ma, evidentemente, dev’essere che ho la mente annebbiata perchè qui siamo già in pieno novembre: acqua, pioggia, diluvio, grigio, coperto, nebbia. Praticamente non ha quasi più senso guardare le previsioni, tanto lo spettacolo è sempre lo stesso!

Nonostante tutto però sono cocciuto: mi alzo poco dopo le 4 in mezzo all’oceano e con in mano un trapano sperando di non fare un buco nell’acqua! Sono di nuovo con Riccardo, questa volta, causa estate non pervenuta, con una meta forse meno ambiziosa dell’anno scorso ma comunque ragguardevole. Così ci avviamo verso il Gottardo sperando che al di là del tunnel la situazione sia diversa. Dev’essere la mia giornata fortunata perchè a nord il tempo è cambiato: nuvole basse a fior di strada che porta ancora evidenti i segni di una piovuta appena terminata! Poco male: noi puntiamo al Furka e, incrociando le dita, forse lì saremo al cospetto del sole. Saliamo e siamo nella nebbia. Ad Andermatt le nuvole regnano sovrane e, quando scendiamo dall’auto, la condensa è tale che sembra quasi piovere. Non diciamo nulla, dividiamo il materiale e, proprio come si insegna ad ogni corso caiano, partiamo per il sentiero! La speranza è che la situazione migliori e, soprattutto, che la parete sia asciutta: è come andare in un altoforno e credere di trovare un po’ di frescura ma, d’altra parte, è bello vivere nei sogni! Comunque, a dire il vero, non prendiamo il sentiero: troppo sbatta scendere quindici metri sull’asfalto quando si ha una vaga traccia che sale direttamente dal parcheggio. Peccato sia il classico sentiero per capre che ben presto svanisce nel nulla e, soprattutto, rimane dall’altra parte del torrente! Saliamo a naso, a tentoni nella nebbia seguendo la massima pendenza e cercando di convincerci che sbatteremo contro il rifugio. Ma invece che con la costruzione, ci scontriamo con un sentiero che taglia la nostra rotta perpendicolarmente: forse è il caso di iniziare a prendere scelte sensate e così iniziamo a seguirlo. Sono dell’idea che siamo finiti fuori strada, che il rifugio dev’essere chissà dove e infatti, proprio quando sono sul punto di fare dietro front, ci troviamo davanti la moderna costruzione! Fin qui è fatta, ora resta il bello: trovare l’attacco. Forse le nuvole si alzeranno, forse il sole riuscirà a rompere la massa grigia. Forse, forse, forse... titubanza e caianesimo non possono andare a braccetto! Abbiamo fatto 30 e ora facciamo 31 e quindi riprendiamo a camminare lungo il sentiero sassoso. Al primo bivio, decidiamo che la nostra meta debba essere a sinistra; il ghiacciaio intanto si avvicina sempre di più finchè finalmente ce lo troviamo sotto i piedi. Non deve mancare molto, tutto sembra quadrare con la relazione anche se, quando il velo grigio ha osato alzare i suoi lembi, il panorama ha rivelato muraglioni verticali e inespugnabili. Continuiamo comunque a salire convinti che non debba mancare molto alla meta ma l’orologio scorre troppo in avanti e l’altimetro sale eccessivamente rispetto quanto indicato dalla relazione. Ci auto-convinciamo finchè il piccolo circo glaciale sbatte definitivamente contro la roccia che butta fuori acqua da tutti i pori: oggi di scalare non se ne parla proprio! Con la coda tra le gambe e il peso della sconfitta a gravare sul macigno che ciondola sulle spalle, non ci resta che scivolare sui nostri passi, fare un salto al rifugio dove intuiamo che la via dev’essere un po’ più a destra rispetto la nostra linea di salita e quindi ributtarci nella nebbia verso l’auto. Chiaramente imbocchiamo lo stesso sentiero della salita che, evidentemente, non deve coincidere con quello che dovrebbe portarci all’auto, così ci troviamo a vagare come due impavidi scozzesi nella bruma. Evitate le scivolate sui viscidi sassi granitici, scampato il pericolo di navigare senza meta come la nave fantasma, finalmente balziamo come predoni sul nastro d’asfalto pronti a riprendere la strada del sud.


Cavallo Goloso


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