CHIAPPA – ANTIMEDALE      

RACCONTO

CHIAPPA – ANTIMEDALE


martedì 27 dicembre ’11


Il panettone brontola ancora nello stomaco insieme all’arrosto; la miglior soluzione per iniziare a smaltire le calorie in eccesso è andare a scalare in qualche falesia. Essendo un giorno lavorativo, scegliamo le ripide placche dell’Antimedale confidando nell’assenza di code sulla parete. In effetti troviamo solo due cordate in procinto di salire la via degli Istruttori e in tutta tranquillità proseguiamo ai monotiri.

Mentre Luca e Riccardo “ilsosiadiManolo” si sfondano su lunghezze ben più dure, Cece sale senza esitazioni su Calypso: sono perplesso, ho l’intestino in subbuglio e il fatto di non essermi scaldato su qualcosa di umano non giova al mio stato di malessere così al terzo spit mi faccio calare. Marchio il territorio e ritorno alla parete; in qualche modo porto a casa la lunghezza senza dover aprire il paracadute ma ho ancora la testa imballata. Provo quasi le stesse sensazioni di Hombre de Mar; insomma, mi sento una merda!

Anche sul tiro successivo sono in panne: è come una polpetta di motivazioni. Voglio dire, ho il milite ignoto che riempie la mia scatola cranica: sarà il fatto che non mi sono scaldato, sarà che le protezioni sono chilometriche, sarà che le scarpe non sono precisissime, sarà che ho i cazzi miei fatto sta che non sono tranquillo e anche su Cacauettes me la faccio sotto pur salendo da secondo. Sono semplicemente patetico.

Vedo il sole avvicinarsi alla montagna e contemporaneamente la prospettiva di andarmene da qui ma Cece mi convince a salire la Chiappa. La corda fila e ben presto finisce mentre la sosta finale del secondo tiro è ancora lontana. Mi muovo mentre la corda continua a salire: Cece è già sulla terza lunghezza. Scaliamo in simultanea cercando di tenere la corda il più tirata possibile. I passaggi si susseguono, mentre ricordo per bene cosa mi aspetta più avanti. Dopo circa 40 minuti ritrovo il capocordata all’uscita della parete: almeno ho alleviato il malcontento della mattina con una sana caianata rendendo così un po’ più dolce l’amaro boccone da ingoiare.


Cavallo Goloso


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