LA CREPA DEL BAMBA – SARCOFAGO
LA CREPA DEL BAMBA – SARCOFAGO
sabato 12 e domenica 13 giugno ‘10
Gli obiettivi erano diversi, ma le abbondanti e tardive nevicate ci costringono a rinunciare alla Omio per “accontentarci” della più bassa val di Mello; in fin dei conti un bel ripiego!
Sono con il corso d’alpinismo e di conseguenza le salite dovranno essere tarate sugli allievi, ma la Valle è comunque la Valle, indipendentemente dalla difficoltà della salita. A rompere ancora i piani ci si mette una meteo instabile e minacciosa: possibilità di rovesci sia sabato che domenica. Scure nubi roteano sopra le nostre teste coprendo le vette circostanti, mentre scegliamo l’itinerario del sabato. Le possibilità sono variegate: alle classiche facili della val di Mello, si aggiungono le tranquille vie spittate della zona del Remenno e del Pesgunfi. Sono molto indeciso e alla fine accetto la proposta di salire alle placche del Viale di Stella. Il breve avvicinamento ci porta alla base di una struttura appoggiata interrotta qua e là da alcuni arbusti. Mentre Matteo e Marco salgono Spider Man, il sottoscritto con Carlo opta per la via a destra. La partenza scorbutica di pura aderenza con breve tratto sul verticale, mi costringe a tirare il rinvio per poi dare inizio al mio viaggio. I vecchi spit sono decisamente lontani e, forse perché non tanto abituato al puro spalmo, non mi sento molto a mio agio. Ma poi, passo dopo passo, riprendo sempre più confidenza con questo stile di scalata dove il gioco dell’attrito tra scarpetta e roccia diventa decisivo.
I tiri si susseguono rapidamente anche perché Carlo dimostra una certa dimestichezza con questo tipo di progressione e, una volta gettate le doppie, ritorniamo altrettanto velocemente alla base della struttura.
Il tempo intanto è volto al brutto: le nuvole, fattesi ancora più minacciose, ci consigliano di rinunciare a salire un’altra via e così, considerato l’orario, decidiamo di chiudere la giornata al Sasso Remenno. Cercherò di placare le mie ambizioni l’indomani, nella speranza di avere ancora un valido allievo e confidando in un tempo più clemente.
Ma come si suol dire: “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca” e così domenica mi ritrovo con due ottimi allievi (Marco e Andrea) ma con le vie della Valle completamente zuppe per l’acquazzone notturno.
Questa volta sono con l’Ale (The Machine) e Francesco; nonostante le condizioni delle pareti, decidiamo di gettare comunque un occhio all’Alba del Nirvana. Stomaco Peloso è un’unica colata bagnata almeno nella sua parte bassa e quindi non ci resta che rinunciare ai nostri obiettivi (anche se, ad onor del vero, una cordata si trova già oltre la prima parte della struttura). Proseguiamo alla volta di Tunnel Diagonale e quindi Cunicolo Acuto: non che abbia molta voglia di infilarmi in quel budello però, considerata la situazione, è comunque meglio che ridursi a qualche tirello al Sasso. La situazione, nostro malgrado, si ripete nuovamente: pareti gocciolanti e difficilmente salibili con un corso.
Ma l’Ale estrae il classico asso nella manica e ci porta alla base della Crepa del Bamba, un estetico monotiro in fessura interamente da proteggere. La sorte finalmente ci è amica: ad eccezione del primo tratto, la via è completamente asciutta. Sono un po’ preoccupato, ma alla fine cedo all’offerta e, caricatomi di una bella dose di friends, inizio la mia scalata. La prima parte di per sé non sarebbe neanche troppo dura, ma le scarpette che lavorano su uno strato d’acqua non è danno molta fiducia. Affidandomi però alle mie “possenti” braccia e alla buona fessura, raggiungo la base del tratto impegnativo. Qui la natura ha giocato al meglio delle proprie possibilità edificando un muro ripido solcato da una netta e perfetta fessura verticale. E’ un gioco di incastri e d’equilibrio: qualche appoggio piccolo c’è e, aiutandomi con i friends, guadagno lentamente metro su metro. Il sole, nel frattempo, getta uno sguardo da dietro le nuvole regalandoci condizioni degne della foresta pluviale. Sudando a più non posso e smagnesando a ripetizione raggiungo la sosta finale: gran bel tiro, ma bisognerebbe avere un livello un po’ più alto...
Lasciati divertire (!) i tre allievi e dopo che l’Ale ha recuperato le protezioni, decidiamo di ritornare al Sasso Remenno: ancora monotiri fino all’ora del rientro, tutti rigorosamente saliti col caschetto indossato. Mi sento un po’ sfigato ma, soprattutto, profondamente e visceralmente caiano!
Cavallo Goloso
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