ANNIVERSARIO – MEDALE      

RACCONTO

ANNIVERSARIO – MEDALE


sabato 07 novembre ‘09


Conun piede ancora nel regno di Morfeo e l’altro che sarebbe ben lietodi seguirlo, l’auto mi conduce in quel di Lecco. Mentre come unautoma manovro i comandi dell’autovettura, non riesco a distoglierel’attenzione dall’insolito orario di ritrovo: 7:30 per andare inMedale! Ancora mi ronzano nella mente le parole di Pasasò alla miaproposta: “8.30/9.00?! io a quell’ora vado a raccoglieremargherite!”. Non mi resta che pensare all’attività di fioraioche avrei potuto aprire se invece di scalare mi fossi dedicato allaraccolta di fiori! Ma in effetti, Pasasò non ha avuto tutti i torti:riunire una decina di persone che si conoscono solo con i nomignolidi un forum non è certo facile, poi bisognerà valutare gliitinerari... insomma, di occasioni per perdere tempo ce ne saranno,tutto a giovamento della temperatura della parete che così potràraggiungere valori un po’ più appropriati all’attivitàarrampicatoria. Anche se, a ripensare al soffice cuscino, riescoancora a partorire qualche cattivo pensiero! L’unica distrazione èrappresentata dalla curiosità di dare finalmente un volto e una voceai nomignoli del forum.


Ma, come si sa,l’alpinismo è vizioso: a lui piace crogiolarsi nella calda copertadell’incertezza e trastullarsi in compagnia dell’imprevisto. Ilritrovo è fissato in un bar vicino all’ospedale: “bene!” dicoio, “bene!” risponde Cece e la coppia alpinistica fa così il suoingresso con puntualità svizzera nel locale dove viene squadrata esezionata da quattro ragazzi in tenuta da montagna. Lo studio èreciproco, finchè lo sguardo non viene attratto dalle foto dimontagna appese alle pareti. Ci vorrà molto per fare due più due?Beh, se fosse dipeso da me e Cece, probabilmente saremmo ancora lìal bar a interrogarci su che fine potessero aver fatto gli altriforumisti! Infatti è solo per l’iniziativa di uno dei quattro chela nostra caccia al tesoro può giungere al termine, svelandocil’identità di Pasasò e Marco*; ma il resto dei partecipantidov’è? Non resta che ricorrere al telefonino, accertandoci cosìche gli altri si trovano nel secondo bar vicino all’ospedale...Insomma, cominciamo già a perderci in quel di Lecco!


Decidiamo di aggregarcial Crodaiolo e a Lamontagnadiluce che ripetono per l’ennesima voltaAnniversario; Slowrun, Giacco e insieme ad un “intruso” sicimentano sulla Cassin; Pasasò e Marco* optano invece per la Gognamentre i due loro amici salgono su Luci della città. In vetta saremopoi raggiunti da Cinzi e una sua amica.


Probabilmente abbagliatodalla sua stessa persona, Lamontagnaetc inizia il primo tiro senzaaccorgersi di aver dimenticato i rinvii: ma chi inizia bene è a metàdell’opera. Non fa infatti in tempo a raggiungere la sosta chesubito viene istruito sull’utilità del casco da parte di chi loprecede. Il simpatico moralizzatore, dall’alto della sua posizionenonché della sua veneranda età, non tarda a ricordare come ‘antaanni fa fu colpito da un sasso pochi attimi dopo aver indossato ilprezioso elmo protettore… E noi giù a dare del pivello e delneofita a Lamontagnaetc!

Per il resto, la nostrasalita si svolge senza alcuna nota di rilievo all’inseguimentodella scia del Crodaiolo e de Lamontagnaetc nonché di vivacidiscussioni mentre si assicura il socio. Inverosimilmente non siamoimpegnati in azzardate staffate o numeri circensi e, probabilmenteper la prima volta, mi riesce la libera totale su una via scalata conCece! Insomma per una volta riesco a godere del gesto arrampicatorio,anche se sul tiro chiave mi perdo nel tentativo di superare il passosenza mungere ed è solo dopo alcuni attimi che riesco a venire acapo del movimento che mi permette di proseguire in libera fino allasosta.


Riusciamo ad uscireindenni dalla parete e quindi a raggiungere il trio della Cassin. Daqui ci attende solo la vetta che raggiungiamo alla disperata ricercadel passaggio che possa garantirci le prime pagine dei quotidianidell’indomani: “esperti escursionisti precipitano dalla Corna diMedale. Dopo aver affrontato alcune DIFFICILI e IMPEGNATIVE vie lungola parete, il gruppo, per cause ancora da chiarire, forse trascinatodalla caduta di uno dei componenti, è precipitato a valle nellatarda mattinata di ieri. Il soccorso alpino, allertato da unescursionista che avrebbe reguardito una delle vittime sull’utilitàdel casco, è intervenuto prontamente trovando le vittime agonizzantiche inveivano contro un certo Crodaiolo che li avrebbe condotti sullastrada della perdizione”.

Fortunatamente non diamomodo ai giornalisti di imbrattare le pagine della carta stampata, mapiuttosto impegniamo l’attesa di Marco* e Pasasò decantando ladifficoltà delle nostre salite a Cinzi e amica. Le giovani pulzellesi mostrano incredibilmente interessate ed estasiate dalle nostremirabolanti imprese che, nell’ingigantimento e nello sboronamentogenerale, assumono sembianze d’epiche imprese.

Ma in cattedra non tardaa salire l’esimio Professor Crodaiolo che, dall’alto della suaesperienza e dal basso della parete, al termine della discesa,descrive sasso a sasso il Medale, cercando, questa volta sì (ma nonse ne conoscono gli effetti) di portare in perdizione l’ammaliatadiscepola Cinzi. Mi piace ricordare la chiusura della lezione con leparole del maestro: “… non è la Marmoalda, non è un cazzo, peròè il Medale!”


Cavallo Goloso


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