ALBERO DELLE PERE – DIMORE DEGLI DEI
ALBERO DELLE PERE – DIMORE DEGLI DEI
sabato 26 marzo ‘11
La mattina, dopo aver tirato uno sgambetto alle previsioni, ci accoglie con una gradita sorpresa: il cielo è limpido e la temperatura mite ha sciolto il ghiaccio che settimana scorsa ricopriva il torrente. È ancora presto per scorgere i primi segnali della primavera ma la valle sta lentamente abbandonando la sua veste invernale; attraversiamo questo piccolo eden stupendoci ogni volta per la bellezza dei luoghi e per il fascino sempre vivo delle parete granitiche. Superiamo il sentiero per l’Alba del Nirvana dove sono diretti Fabio e Alex e quindi proseguiamo verso il nostro obiettivo. Tre cordate sono già impegnate su Kundalini mentre l’Albero delle Pere è completamente libero e in poco tempo ne raggiungiamo la base.
Salgo lentamente le prime facili lunghezze e quindi recupero Micol che mi segue senza problemi mentre siamo accompagnati dal rombo dei blocchi di ghiaccio che precipitano dal versante opposto: l’inverno sta dando definitivamente il suo addio alla valle. Preferisco salire tiri corti così da non allontanarmi troppo da Micol e poterla seguire mentre affronta il diedro che caratterizza la linea di salita. Poi arriva il punto in cui la struttura si fa più stretta. A destra individuo una comoda cengia seguita da una fessura verticale: si tratta certamente di una linea preferibile allo strisciare come un verme dentro lo stretto camino! Non mi lascio quindi sfuggire l’occasione e mi porto sulla linea più aerea: la fessura non è comunque banale ma, dopo un attento studio, archivio la pratica e raggiungo la base del tetto del tiro successivo. Micol esce anche lei indenne dalla variante e si sistema ad osservare un leggero pachiderma alle prese con la forza di gravità. L’elefantiaco scalatore riesce a superare il tratto chiave in libera con la grazia di una libellula dopo le festività natalizie: del resto, la rinuncia al ciapa e tira esige il suo dazio! Qualche attimo di sconforto e poi anche la mia dolce compagna mi raggiunge in sosta; il più è oramai fatto, dobbiamo solo decidere da che parte salire: per la via originale o per le placche a destra? Non nascondo il fatto che quella distesa rocciosa mi ha stuzzicato per tutta la salita e non tardo a lanciare la proposta a Micol che però pare un poco titubante. Evitiamo quindi di salire la linea di Lucertole al Sole, tornando a sostare nel canale dopo aver affrontato la prima parte della placca d’aderenza. Ma poi, visto che il gioco ci piace, torniamo a spingere sui piedi lungo l’ultimo tiro: la placca non è poi così impegnativa, bisogna solo mantenere un po’ di autocontrollo!
Sotto i nostri piedi si trova ora la linea appena salita mentre siamo sormontati dalla mole, a dire il vero un po’ schiacciata, dello Scoglio e poi sia a destra che a sinistra è un susseguirsi di pareti, un vero luna park per le nostre future ambizioni.
Cavallo Goloso
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